L’invasione degli orsi di Londra.

Quando lavoro su una cosa, per quanto io me ne voglia poi allontanare, per un po’ lei mi segue, e finisco sempre per incontrarla ovunque. Se, per esempio, sto lavorando sugli orsi, allora vedrò orsi dappertutto. Perfino durante la vacanza della scorsa settimana, a Londra e a Oxford, ho visto orsi. Una vera e propria invasione di orsi londinesi visiva.
Il simbolismo dell’orso è un tema molto affascinante, vasto e ricco di contraddizioni, non potevo scrollarmelo di dosso facilmente. Simbolo duplice, nell’orso convivono gentilezza e ferocia, malvagità e amore per la prole, insieme ad altre innumerevoli dicotomie (1). Da queste coppie di opposti si generano fiumi di miti e leggende che riguardano praticamente tutti i popoli del pianeta. La traversata di questo mare sarebbe impossibile da riassumere qui, perciò sbircio solamente dentro la parentesi anglosassone, dove l’orso simboleggia la forza e quindi la classe guerriera. Lo stesso re Artù, d’altronde, conserva l’orso nel suo nome. Nell’etimologia greca del nome Arturo, àrktos vuol dire orso e Atkturòs significa proprio il custode dell’Orsa. Artù è l’emblema del monarca ideale sia in tempo di pace che in tempo di guerra (2). Il filo che lega l’orso a tutta la Gran Bretagna, sgarbugliato dalla complessa matassa di narrazioni, arriva ai nostri giorni, rivelandomi quanto gli inglesi amino molto questo animale. Il totem ursino sulla cura della prole è tutto nel Teddy Bear che gli inglesi regalano ai propri figli. Immagino altri totem presenti nella loro letteratura per l’infanzia, da Winnie the Pooh a Paddington e Ruppert, sono tantissimi. Camminando per le strade di Londra ora li vedo, saltati fuori dai libri, occupare le vetrine dei negozi. Travestiti da vigili urbani o da Beefeaters (nomignolo dei custodi della torre di Londra), si sono trasformati in portachiavi e altri discutibili souvenir. Ma al Victoria & Albert Museum ne scopro una coppia bellissima che gioca.  Erano venuti qui a Londra dal Giappone per rappresentare il loro paese all’esposizione anglo-giapponese del 1910 e sono rimasti lì. L’artigiano è stato un vero maestro nel tirarli fuori da un unico blocco di ferro.

Coppia di orsi che giocano- Muneyoshi- Yamada Chozaburo-1910-Victoria&AlbertMuseum.
Victoria & Albert Museum. Coppia di orsi che giocano. Muneyoshi, Yamada Chozaburo 1910.

Sapevo, prima di partire, che nei dintorni di Buckingham Palace avrei potuto vedere diverse gallerie d’arte molto interessanti, ma che al civico 22 di Bury Street ce ne fosse una che in questo periodo dedica un’intera mostra agli orsi non potevo saperlo. L’Illustration Cupboard è una galleria specializzata, dove si trovano molti “originali” di illustratori famosi e libri illustrati pregiati. L’ambiente è molto piccolo ma è visitabile gratuitamente e guardare da vicino un Sendak è una piccola gioia.

The Illustration Cupboard gallery.
The Illustration Cupboard gallery. 22 Bury St, London SW1Y 6AL.
L'Illustration Cupboard gallery. Interno.
L’Illustration Cupboard gallery. Interno.

Fino all’11 Marzo c’è una mostra celebrativa dell’orso nei libri per l’infanzia. Ci sono altri eventi interessanti in programma per tutto l’anno (informazioni qui).

David McKee. Illustrazione trattta da 'Elmer and the big bird.
David McKee. Illustrazione tratta da ‘Elmer and the big bird’.
Anthony Browne. Illustrazione tratta da 'Me and you'.
Anthony Browne. Illustrazione tratta da ‘Me and you’.
Anita Jeram. Illustrazione tratta da 'You're All My Favourites'.
Anita Jeram. Illustrazione tratta da ‘You’re All My Favourites’.
Maurice Sendak. Illustrazione tratta da 'Where The Wild Things Are'.
Maurice Sendak. Illustrazione tratta da ‘Where The Wild Things Are’.

Cerco di fare una gita fuori Londra quando è possibile. E poi devo sfuggire a tutta questa orda di orsi! Questa volta sono andata a Oxford. È stata una giornata memorabile, perché il bello del viaggiare, secondo me, oltre a cose e posti nuovi, sono le persone che incontri; sono loro a toglierti dal naso gli occhiali del turista. In questo tempo in cui non c’è più molto da scoprire, geograficamente parlando, e le città si assomigliano tutte un po’, le scoperte vere sono quelle umane. Ti regalano  la cartolina più bella e più autentica del luogo, in definitiva. Rivedo una carissima amica che mi fa conoscere alcune persone interessanti. Giriamo insieme la città. Facciamo una visita velocissima a una delle biblioteche più importanti e più antiche del mondo: la Bodleian Library. Nell’estensione di questa biblioteca, un nuovo palazzo che hanno chiamato Biblioteca Weston, ho potuto ammirare dei veri e propri tesori come il più antico frammento scritto del Fedone di Platone, l’Astronomicum Caesareum, il manoscritto originale della Metamorfosi di Kafka e un’antica edizione di Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll.

Lewis Carroll (Charles Dodgson), illustrato da John Tenniel. Through the looking glass (Attraverso lo specchio). (London: Macmillan, 1872). Weston Library (formerly the New Bodleian).
Lewis Carroll (Charles Dodgson), illustrato da John Tenniel. Through the looking glass (Attraverso lo specchio). (London: Macmillan, 1872). Weston Library (New Bodleian).

Poi proseguiamo la visita della città, finché non raggiungiamo l’immancabile tazza di tè con scones al Vaults & Garden Cafe (3). Intanto un sipario di luce rosata comincia a calare dal cielo di Oxford. La mia amica mi fa un regalo inaspettato prima di salutarci: una visita al  Pembroke College. Io non sapevo che Tolkien avesse avuto l’ufficio proprio qui! Insomma, lei me lo mostra e mi fa fare un bel giro per tutto il College.

Office- Tolkien- Pembroke College- Oxford
Cortile del Pembroke College. La freccia rossa indica la finestra dell’ufficio di Tolkien.
Pembroke College- Oxford- Tolkien
Altro cortile di Pembroke College.

Eh già! L’atmosfera è proprio quella lì, quella del maghetto famoso di un’altra storia fantasticaIntanto il rosa del cielo è svanito nel fitto buio delle strade di questa deliziosa città. È ora di tornare a Londra e poi a casa. Ma gli orsi? Che fine hanno fatto gli orsi? Beh, l’ultimo avvistamento è stato all’Ashmolean Museum, il più antico museo pubblico di Oxford e del mondo. Li abbiamo lasciati dentro al bosco incendiato di Piero di Cosimo, dove hanno rischiato, poverini,  una morte orribile. Fonti certissime però ci dicono che poi si siano salvati.

Piero di Cosimo-Incendio nella foresta- Ashmolean Museum- Oxford.
Piero di Cosimo (1462- 1522), L’incendio nella foresta. Ashmolean Museun di Oxford.
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