Siviglia e la nascita degli azulejos.

Azulejopiccola pietra lucidata e non ‘azzurra’ come si è portati a credere, devira dall’arabo az-zulaiŷÈ quel ‘azul’ che trae da sempre in inganno e il fatto che se ne siano prodotte tante in azzurro ha confuso ulteriormente le idee. Siviglia, fin dall’epoca romana,  ha avuto il suo maggior centro di produzione di ceramiche nel quartiere di Triana, situato sulla riva destra del fiume Guadalquivir. Andare a visitarlo è un obbligo per un ceramista e una sorpresa per il viaggiatore comune.

Centro-Ceramica-Triana-Siviglia.
Centro Ceramica Triana. Siviglia.

Al Centro Ceramica di Triana ripercorro la storia della città, della sua grande tradizione nella produzione delle ceramiche e in particolar modo della storia dell’azulejo.
Nelle tappe precedenti di questo viaggio ho parlato di tutte le tecniche di decorazione della ceramica andalusa qui, tralasciando le due più importanti, perché esse sono quelle che precedono la nascita dell’azulejo come lo conosciamo oggi.  Queste due tecniche sono la cuerda seca (corda secca) e la arista (o cuenca). La cuerda seca inizia nel periodo omayyade e si sviluppa pienamente in Andalusia nel X esc. I motivi decorativi in questa tecnica sono separati con una linea di manganese miscelata a grasso e olio di lino. Questa materia grassa impedisce la miscelazione degli smalti colorati durante la cottura. Sembra una tecnica molto complicata, perché utilizzarla così ampiamente? Perché, intanto non esisteva ancora la piastrella da rivestimento con la copertura in smalto come la intendiamo oggi, bisogna aspettare il Rinascimento Italiano per averla; in secondo luogo, la cuerda seca è molto più semplice della precedente tecnica dell’alicatados, che consisteva nella smaltatura di lunghe lastre di argilla che poi venivano tagliati a pezzetti per formare i bellissimi rivestimenti parietali dei palazzi reali.

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Rivestimento parietale tipo mosaico eseguito in cuerda seca. Real Alcázar. Siviglia.

Quindi nei restauri di zoccoli e pavimenti dei vari palazzi di epoca musulmana- dall’Alhambra all’Alcázar di Siviglia- si preferì utilizzare la cuerda seca, anziché l’alicatados. Vedremo ora come alle geometrie e ai meandri dell’età araba, si aggiungeranno le evoluzioni floreali e figurative di matrice rinascimentale.

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Lavorazione a cuerda seca. Dettaglio.

Agli inizi del XVI sec. la tecnica della cuerda seca viene sostituita con il metodo dell’ arista cuenca, che consiste nel produrre i decori con dei contorni ad alto rilievo ottenuti tramite degli stampi in legno che vengono impressi sull’argilla cruda. Le depressioni create dallo stampo, una volta riempite con smalto, accolgono la vernice, mentre i bordi a rilievo ne impediscono la miscelazione.

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Lavorazione a cuenca. Dettaglio.

L’arte e i metodi dei pittori di maiolica italiani raggiunsero Siviglia con l’arrivo di un certo Francisco Niculoso. Arrivò in Spagna prima del 1500. Quest’uomo, che si firmava ‘il pisano‘, certamente studiò a Faenza, perché il disegno in turchino scuro con i contorni neri che lui introdusse, era proprio di stile faentino. Le sue composizioni religiose erano tratte dai libri di preghiera e stampe di artisti italiani. Niculoso, in sostanza, ignorava i grandi zoccoli e i mosaici di ceramica che da secoli ornavano gli edifici andalusi. Ma dopo la sua morte (1529), i ceramisti di Siviglia tornarono alla tecnica della cuenca per diverso tempo, finché non vi fu un nuovo afflusso dei metodi italiani nella penisola iberica: questa volta gli sforzi dei maiolicari italo- fiamminghi di Anversa, si combinarono con gli immigrati di Genova Albisola per far rivivere un genere di decorazione simile a quello del Niculoso. Fu così che i ceramisti di Siviglia appresero l’impiego degli smalti colorati italiani e cominciarono a produrre i loro meravigliosi pannelli di azulejos. Oggi questi grandi arazzi maiolicati in stile italo-fiammingo possiamo vederli in molte stanze dell’Alcázar di Siviglia.

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Pareti maiolicate in stile italo-fiammingo. Real Alcázar di Siviglia.

Nella prossima ed ultima tappa di questo viaggio vedremo l’evoluzione delle ceramiche sivigliane fino ai nostri giorni, chi sono i nuovi ceramisti e come si organizzano. E una sorpresa proveniente dalla Fiera del libro di Siviglia.

Per questo articolo il testo di rifermento è Ceramica nei secoli, Robert J. Charleston, Arnoldo Mondadori editore, 1970. Le foto sono state scattate da me.

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